Storia di Genova: C’era una volta Via Madre di Dio

 
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Esaltiamo tanto Boccadasse, come uno dei borghi più belli di Genova, ma se vi dicessi che non era il più bello? Se vi dicessi che, dove ora sorgono grattacieli e giungle di motorini in Piazza Dante, nemmeno 50 anni fa, iniziava uno dei “borghi più belli d’Italia“, come da tanti veniva definito, che continuava fin verso il mare?
Tanti della mia età, o comunque nati dopo gli anni ’70, non hanno mai visto e né potuto conoscere questa zona: così ho pensato di riassumere con foto e cartine quello che vi era…
Scignoria eccovi uno degli scempi più grandi, se non lo Scempio per antonomasia, di Genova.

Ah, belin dimenticavo! Prima di iniziare il nostro percorso nella storia del quartiere, concedetemelo: qui sotto, se vuoi, puoi contribuire anche tu al pagamento del dominio annuale del Mugugno Genovese! Siccome non abbiamo sponsor e siamo troppo “scomodi” perché qualcuno si interessi al nostro sito, abbiamo pensato di aprire una finestra di questo tipo per chi volesse contribuire 🙂

Il nostro centro storico, così famoso e così reclamizzato ai turisti, è fatto di vicoli angusti, locandine votive centenarie, chiese secolari e leggende suggestive
Un tempo però, se fosse stato chiesto ad un Genovese qual’era la via più caratteristica del centro storico, questo non avrebbe risposto con “Via Luccoli” o altre nei pressi, bensì avrebbe detto “Via Madre di Dio“.
In questo caso le foto parlano da sole per la bellezza del luogo… Una tipica via della nostra città, con il caratteristico passaggio del ponte di Carignano sopra di essa.
2 ponte di Carignano su via Madre di Dio 1875 by Mangini15via Madre di Dio ed. SciuttoOua, vi invito a cercare Via Madre di Dio su google.maps o qualsiasi navigatore. Verrete portati al cospetto dell’unico edificio “sopravvissuto” alla demolizione del quartiere, la chiesa della Madre di Dio, da li potete proseguire, a piedi, pochi metri a salire per poi entrare nel complesso dei giardini di plastica ed in alto, a sinistra, “ammirare” i Lavatoi dei Servi (o del Barabino), ricostruiti subito dopo la demolizione del quartiere…
Tanti uffici, un giardino (quasi per alleviare il dolore), ma il risultato è una zona di Genova “morta”, dove l’unica attività si registra sottoterra col grande via vai di macchine in Via Gabriele D’annunzio (che da Piazza Dante ci porta ai mille parcheggi sotterranei e alla sopraelevata)

Schermata 2016-03-04 alle 14.36.12
L’inizio di Via Madre di Dio oggi…
Noack,_Alfred_(1833-1895)_-_Genova_-_Strada_di_Carignano
Il confronto con l’immagine di 40 anni prima è abbastanza impietoso…

Prima cos’era?
Era cuore vivo e pulsante di Genova. Una via abitata da tantissime famiglie e pullulante di bambini. Una strada ampia, ricca di botteghe, artigiani e osterie. Per dover di cronaca: molti l’amavano, tanti la odiavano. L’eccessiva caoticità della Via aveva i suoi pro e contro.

Se si cercano documenti storici, si verrà a conoscenza che, esattamente lungo il tracciato della via in questione, scorreva Rio Torbido e, già nel sec. XV, lungo gli argini del fiume sorgevano case e botteghe di artigiani (tessitori, tintori, fabbri, lanaioli, ecc).
via-madre-di-dio-4Col tempo la zona crebbe, la popolazione aumentò ed il rivo fu tombinato: stava prendendo vita la via tanto rinomata.
Via Madre di Dio però non era “da sola”, per accedervi (dall’alto) bisognava imboccare Piazza Ponticello (Piazza Dante), percorrere Borgo dei Lanaiuoli (richiamo ai mestieri svolti anticamente in quella zona), via dei Servi (rinominata cosi dopo la costruzione di S. Maria dei Servi, distrutta poi dalla II Guerra mondiale) ed infine via Madre di Dio.
Se cliccate sull’immagine qui a fianco potrete visualizzarla più nel dettaglio.13 via Madre di Dio 1902 omaggio Secolo XIX
Come si può notare dalle foto, aveva la classica caratteristica dei Borghi (medioevali) popolari del tempo: case alte colorate con, ai piani bassi, molte botteghe. Lateralmente vicoli angusti ed alcune scalette per accedere ai portoni secondari. Steva De Franchi, descriveva l’atmosfera del quartiere nel Settecento: “Figlia mia! Qui non c’è pace, né di giorno, né di notte. Mille voci risuonano dal mattino, appena giunta l’alba, fino alla sera. A frastornarvi comincia la lattaia, gridando: latte puro…” per poi descrivere tutti gli artigiani in cui si era imbattuto.
Verso a Cheullia (Via del Colle), da Via Madre di Dio si staccavano molti vicoli che, inerpicandosi verso le mura del Barbarossa, davano vita ad un groviglio di vicoli (alcuni famosi tutt’ora) come Vico dei Librai (e la famosa leggenda della Vecchina, che puoi leggere cliccando qui) e Vico del colle Gattamora. Quest’ultimo sede della casa natale del grande compositore Nicolò Paganini (nella foto qui sotto).
12 Vico del colle Gattamora casa natale di N.Paganini by AGEP
Vi sono ancora alcune case “conservate/sopravvissute” alla Cheullia, risalenti al XV secolo! Le si possono ammirare salendo da Via del Colle, non vi sarà difficile riconoscerle visto il forte contrasto con le strutture, orribili, moderne.
Partendo da piazza Ponticello e continuando il nostro percorso in Via Madre di Dio, dopo aver osservato gli artigiani al lavoro, udito le urla dei mercanti e resistito alla tentazione di mangiare qualche pezzo di focaccia appena sfornata nei fornai li presenti, saremmo arrivati in Piazza della Marina

Piazza della Marina genovacards.com
Piazza della Marina genovacards.com

(e prima della sua costruzione ci saremmo ritrovati direttamente sul mare con lo “Scoglio Campana” che affiorava proprio li di fronte) via-della-marina

vaccarorosalba_madredidio
Foto di Vaccaro Rosalba


E qui giungiamo alla conclusione, sia dell’articolo che alla “storia” di uno dei “borghi più belli d’italia” (come da molti veniva definito). La gestione politica di Genova dagli anni sessanta/settanta sarà dominata dalla più completa follia che vedrà, appunto, come apice la distruzione dell’intero complesso, qui sopra raccontato, nel 1970.
È vero che dopo i bombardamenti il quartiere era stato pesantemente colpito, danneggiato. La ricostruzione sarebbe stata ardua e dispendiosa.
È vero che la città doveva modernizzarsi e creare un collegamento dal centro con la futura sopraelevata.
È altrettanto vero, però, che il piano ideato fu e resta un’emerita belinata, perché altro termine non mi sovviene, soprattutto vedendo ciò.
Schermata 2016-03-04 alle 15.00.33
Siccome non voglio sbilanciarmi oltre perché la rabbia prenderebbe il sopravvento, vi saluto e vi lascio con ciò che fu scritto sul marmo nel 1981, sicuramente più garbato ed efficace….Schermata 2016-03-04 alle 14.31.4074 demolizione via Madre di Dio

8 thoughts on “Storia di Genova: C’era una volta Via Madre di Dio

  1. Grazie, ricordavo la colonna infame ma non ne avevo più sentito parlare. Devo dire che a quella colonna manca una cosa importante : nomi e cognomi dei responsabili, sono certa che sarebbe un bel promemoria

     
  2. I responsabili sono anche tutti quei genovesi che allora non si opposero ad una follia del genere, la bellezza va difesa ad ogni costo, oggi come allora

     
  3. Leggo ora per la prima volta la storia.. incredibile.. come forse la zona ora piu’ brutta del centro fosse un tempo così bella!

     

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