Lezione serale #56 Gabibbo

 
Gabriele Rastaldo
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Lezione serale #56 Gabibbo 
“Perchè t’impari un po’ di parole cosi quando vieni a trovarci sai come
 interpretare..” 

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Belin stavolta mi rifiuto di pensare che qualcuno non conosca questa parola! Basta aver seguito almeno una puntata di Striscia la Notizia, Paperissima Sprint o altre trasmissioni che or non mi sovvengono. Tutti sanno chi è, tutti sanno come si chiama… ma… c’è un ma!

Sapete realmente cosa significa la parola Gabibbo? Da dove derivi e che significato aveva originariamente? No Problem, adesso sveliamo l’arcano.

Partiamo col dire che non ci voleva molto ad intuire l’origine, vista la forte cadenza genovese (a parer del V.E.L. anche eccessiva!) del personaggio, ma andiamo a leggere la definizione dal dizionario Olivieri: Gabibbo, s.m “persona scaltra e malfida”, e avvaliamoci anche di quella dal dizionario Olivari: Gabibbo, sm, originariamente dispregiativo per “meridionale” / “cabibbo”. Alcuni di voi si staranno chiedendo: “ma come? non aveva origini arabe dalla parola amico?” Calma figgeu, andiamo per gradi!

Dai dizionari, quindi, appaiono due significati ben differenti da quelli che il personaggio incarna! Sull’origine della parola ci soffermeremo fra poco. Adesso concentriamoci di più sul quesito che alcuni di voi sicuramente si porranno: “si ok, ma allora a quale significato dobbiamo tener fede?

Ancora una volta, la lingua genovese non “risponde” direttamente. Sicuramente non sentirete usare molto questo termine nel parlato, anche perché dispregiativo, ma possiamo affermare che almeno il 90% dei V.E.L. lo conosce e lo usa per indicare un “terrone“/”meridionale” e via dicendo. Tranquilli: per meridionale intendiamo praticamente, tutto ciò che va da Camogli in giù  (per esser di manica larga eh!).

Origine: La curiosità sta nello scoprire la sua storia, dove sia nato questo termine. Una parola giovane, della quale non si hanno documentazioni prima degli anni Trenta. Avvalendoci del solito dizionario etimologico del prof. Toso, troviamo conferma nelle origini arabe del vocabolo. Esso infatti deriverebbe da Habib (amico), italianizzato, molto probabilmente, in origine sotto forma di “cabibbo”.

La pagina di Wikipedia del Gabibbo, che vi lascio linkata qui, riporta:

Gabibbo, o gabubbo (pron. [ɡaˈbibu]), è una parola genovese ed era il titolo che i marinai genovesi davano agli scaricatori del porto di Massaua (Eritrea) chiamati così perché un nome proprio diffuso in quel luogo era Habib (حَبيبْ) che significa Amato[1]

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3 thoughts on “Lezione serale #56 Gabibbo

  1. Vado off-topic rispetto l’argomento dell’articolo, ma parlando del Gabibbo mi viene in mente quando, trasferitomi a Milano, spiegai ad una mia collega toscana che l’espressione dialettale “ti me fe anguscia” (talvolta usata dal Gabibbo) è un false-friend, e non significa “mi desti un profondo e grave turbamento”, ma è qualcosa di MOLTO meno raffinato.
    Ricordo ancora la sua espressione di sorpresa.

     
  2. Una mia conoscente novantenne mi ha riferito che il termine Gabibbo ne deriva da CABIB il venditore di tappeti sulla piazza di Genova da fine ‘800.
    Il termine cabibbo poi Gabibbo stava a indicare i foresti di origini arabe, fu poi adottato con il passare del tempo per indicare tutti i meridionali.
    Non so quanto possa essere vero ma sembra molto attendibile.

     

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